Carta delle Cinque Terre
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INTRODUZIONE

La raccolta cartografica dell'Archivio di Stato di Genova si è formata in epoche diverse attraverso successivi accrescimenti. Il nucleo più antico risale ai secoli XVII e XVIII.

Poco si conosce della sua organizzazione e della consistenza originaria: per questo periodo, infatti, si conserva solo un indice alfabetico parziale, redatto nel Settecento e relativo a 169 «tipi antichi».
A partire dalla metà del XVIII secolo si riscontra una crescita sistematica della produzione di documenti cartografici da parte delle singole Magistrature della Repubblica. Essa coincide in parte con la nascita di una vera e propria scuola cartografica che, soprattutto con i cartografi Vinzoni, in particolare con Matteo, raggiunge risultati notevoli anche dal punto di vista artistico, unendo ad una precisa tecnica di rappresentazione del territorio un raffinato gusto pittorico e descrittivo.
A tutt'oggi è ancora molto difficile definire quale fosse l'organizzazione di tutto questo materiale e in quale misura esso manteneva il legame archivistico con la pratica di origine. Le successive vicende degli Archivi della Repubblica di Genova, col loro parziale trasferimento in Francia e poi a Torino, non hanno certo aiutato a chiarire questo problema. Il primo riordino, attuato nella prima metà dell'Ottocento a Torino sul materiale cartografico genovese, ha infatti sconvolto l'ordinamento originario. Questo intervento stabilì un criterio di ordinamento che non è stato più rimesso in discussione, almeno per tutto il XX secolo, ed anzi ha vincolato rigidamente i successivi inserimenti di materiale, come dimostra la stesura, a fine Ottocento, di un nuovo indice delle carte che si è limitato a collocare il materiale non trasportato a Torino all'interno della classificazione sabauda. [ continua... ]